Perché la lamentela ti blocca e la disciplina ti libera
Rifletto spesso sull’importanza della disciplina in un cammino di ricerca personale spirituale.
Sono ormai certa che, se i risultati tanto desiderati tardano ad arrivare, non è la vita a non funzionare: siamo noi che evitiamo l’unico passo che davvero può trasformarci.
Il passo più semplice… e il più scomodo di tutti: guardarci dentro con onestà.
Un punto di svolta in cui smettiamo di raccontarci scuse e iniziamo un vero lavoro su di noi, autentico e trasformativo.
E questo momento nasce da una qualità spesso dimenticata: la disciplina personale.
Io per prima ho imparato, e tuttora lo sto facendo, ad essere disciplinata.
La disciplina non è rigidità né autocostrizione.
Ho capito, nel tempo, che é un gesto d’amore verso se stessi.
È la scelta quotidiana di tornare alla verità del proprio cuore, anche quando è scomodo, anche quando fa emergere parti che preferiremmo non vedere.
La lamentela non trasforma, disperde.
Molte persone desiderano cambiare. Lo dicono, lo sentono, lo sognano.
Eppure rimangono ferme nello stesso punto, intrappolate in un vortice di lamentele, giustificazioni: “non ho tempo”, “non ho soldi” “lo farò domani”, “non sono pronta”.
Lo so bene, é successo anche a me!
La lamentela però, non apre porte: le chiude.
Eppure, lamentarsi non crea trasformazione.
Produce soltanto energia che indebolisce la visione, riduce la fiducia in sé e ti allontana dai tuoi obiettivi.
Quelli veri.
La lamentela crea energia discordante che, invece di sostenerci, ci appesantisce e si diffonde intorno a noi emanando un campo di disarmonia.
E si sente molto bene! Sono certa che te ne sei accorto pure tu quando ti trovi di fronte qualcuno che si lamenta continuamente.
La lamentela non apre porte: le chiude!
Ma la verità è semplice:
non si cresce lamentandosi, si cresce scegliendo.
La lamentela è vittimismo, significa cioè essere passivi.
La crescita è essere attivi e responsabili.
Molti vogliono il cambiamento, pochi vogliono il lavoro.
È facile entrare in un percorso di crescita con entusiasmo.
È naturale sentire vibrare il cuore davanti a parole che parlano di luce, trasformazione, libertà.
Ma quando arriva il momento di fare davvero i conti con se stessi, lì accade la selezione naturale:
chi resta e chi scappa.
Gli esercizi interiori, l’auto-osservazione, il silenzio, il fermarsi a guardare le proprie ombre…
sono passaggi potenti.
E sì, sono faticosi.
A volte fanno male. Molto male.
A volte ci mettono davanti a parti che non vorremmo mai vedere.
Ma è proprio lì che inizia la vera magia!
La disciplina non è un sacrificio: è un ponte.
Quando scegli di esserci ogni giorno, anche solo per pochi minuti, magari attraverso una cosa semplice come una respirazione consapevole, stai costruendo un ponte verso la tua essenza.
Un ponte stabile, affidabile, che ti permette di attraversare la nebbia dei dubbi, delle paure, delle antiche ferite.
Il lavoro su di sé richiede impegno, richiede costanza, richiede presenza.
24 ore su 24!
Ma i risultati…
I risultati sono straordinari:
maggiore chiarezza, centratura, forza interiore, pace, connessione profonda con la tua parte più autentica!
La fede va allenata.
Non nasce già forte.
La fede non è una condizione: è come un muscolo.
Ogni volta che scegli di non mollare, stai rafforzando la tua fede.
Ogni volta che ti alleni a fidarti della vita, del tuo cammino, della tua guida interiore, stai espandendo il tuo campo di possibilità.
Ogni volta che scegli di non mollare,
stai rafforzando la tua Fede
E un giorno ti svegli e ti accorgi che…
dove un tempo c’era paura, ora abita libertà.
Dove un tempo c’era dubbio, ora c’è presenza.
Dove un tempo c’era confusione, ora c’è direzione.
La disciplina è amore in azione.
Non è punizione.
Non è rinuncia.
È la scelta di accompagnarti verso una versione di te più sincera, più integra.
Ebbene sì: il lavoro su di te richiede impegno.
Richiede decisione.
Richiede coraggio.
E un giorno ti svegli e ti accorgi che…
dove un tempo c’era paura, ora abita libertà..
Ma nulla ti restituirà più di ciò che costruirai dentro di te con cura, con costanza, con dedizione e con quella piccola luce che non smette mai di brillare:
la fede nel tuo cammino.
La fede nella Vita.
Un abbraccio. Sonia
<<Ci sono solo due errori che si possono fare nel cammino verso il vero:
non andare fino in fondo e non iniziare.>>
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